{"id":1646,"date":"2022-11-28T16:41:06","date_gmt":"2022-11-28T15:41:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.analyticsarts.it\/?p=1646"},"modified":"2025-11-27T10:25:39","modified_gmt":"2025-11-27T09:25:39","slug":"i-processi-attentivi-possono-influenzare-laccettabilita-dei-vegetali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.analyticsarts.it\/it\/post\/i-processi-attentivi-possono-influenzare-laccettabilita-dei-vegetali\/","title":{"rendered":"I processi attentivi possono influenzare l&#8217;accettabilit\u00e0 dei vegetali"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\">[vc_row][vc_column][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1705482115806{margin-bottom: 0px !important;}&#8221;]\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-6106 \" src=\"https:\/\/www.analyticsarts.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/herdis-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.analyticsarts.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/herdis-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.analyticsarts.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/herdis-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.analyticsarts.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/herdis-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.analyticsarts.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/herdis.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/p>\n<p style=\"font-size: 12px; margin: 0px; line-height: 1.2; text-align: left;\">Autrice: <a href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/in\/herdis-a-a6bb59171?lipi=urn%3Ali%3Apage%3Ad_flagship3_profile_view_base_contact_details%3BN5IUUjqaRyeCOcDVYJBFtw%3D%3D\">Herdis Agovi<\/a><br \/>\nData: 28-11-2022<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L&#8217;importanza e i benefici per la salute derivanti da un elevato consumo di alimenti di origine vegetale sono ben noti. Infatti, diversi studi hanno dimostrato la correlazione specifica tra l&#8217;assunzione di vegetali e la riduzione della presenza di molte malattie (per una review vedi Appleton et al., 2016). Nonostante tutti i benefici, negli ultimi decenni si \u00e8 registrata una transizione dietetica globale con un aumento della dieta a base animale. Perch\u00e9 le persone preferiscono un prodotto a un altro? Perch\u00e9 non si consumano prodotti sani?<\/p>\n<p>Tra le diverse variabili che possono interagire tra loro e influenzare delle scelte alimentari, l&#8217;attenzione pu\u00f2 svolgere un ruolo cruciale in questi processi.<\/p>\n<p>Gli stimoli alimentari sono particolarmente efficaci nel catturare l&#8217;attenzione e possono indurre un bias attenzionale, definito come &#8220;la tendenza di specifici tipi di stimoli (ad esempio, immagini e parole legate al cibo) a catturare e\/o mantenere l&#8217;attenzione&#8221; (<a href=\"https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/pii\/S0950329321003116#b0170\">Field et al., 2016, p. 768<\/a>). Secondo la teoria &#8220;incentive-sensitization&#8221;, una maggiore attenzione agli stimoli alimentari pu\u00f2 essere il risultato di ripetute associazioni tra la ricompensa derivante dall&#8217;assunzione di cibo e gli stimoli alimentari (<a href=\"https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/pii\/S0950329321003116#b0060\">Berridge, 2009<\/a>). Questo suggerirebbe che i bias attenzionali possono contribuire a stabilire e mantenere i disturbi alimentari e altre forme di comportamenti appetitivi (<a href=\"https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/pii\/S0950329321003116#b0005\">Albery et al., 2020<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/pii\/S0950329321003116#b0215\">Harrison et al., 2010<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/pii\/S0950329321003116#b0400\">Schmitz et al., 2014<\/a>). Tuttavia, la letteratura sulle popolazioni obese e, in generale, sui pazienti affetti da disturbi alimentari \u00e8 contraddittoria: alcuni studi suggeriscono che i soggetti obesi e con disturbi alimentari riportano un maggiore bias attentivo nei confronti degli stimoli alimentari, mentre altri no, non differiscono se comparati ai partecipanti in peso forma (<a href=\"https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/pii\/S0950329321003116#b0200\">Hagan et al., 2020<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/pii\/S0950329321003116#b0205\">Hardman et al., 2021<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/pii\/S0950329321003116#b0240\">Johansson et al., 2005<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/pii\/S0950329321003116#b0465\">Werthmann et al., 2015<\/a>).<\/p>\n<p>Inoltre, anche nei soggetti normopeso \u00e8 stato riscontrato un bias attenzionale verso gli alimenti (sia appetibili che meno appetibili), che \u00e8 stato associato alla motivazione edonica, ma anche a emozioni negative, come la preoccupazione (<a href=\"https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/pii\/S0950329321003116#b0465\">Werthmann et al., 2015<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/pii\/S0950329321003116#b0205\">Hardman et al., 2021<\/a>).<\/p>\n<p>Considerando questi aspetti, un recente studio di Agovi et al. (2022), ha indagato il ruolo dei processi attenzionali su 120 giovani adulti (et\u00e0 compresa tra i 20 e i 24 anni; f= 74,2%), al fine di capire se esiste un bias attenzionale verso i cibi sani (come le verdure) e come questo possa influenzare la loro accettabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Esistono diversi approcci metodologici per misurare i processi attenzionali, uno dei pi\u00f9 noti e utilizzati \u00e8 l&#8217;Emotional Stroop Task (<a href=\"https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/pii\/S0950329321003116#b0485\">Williams, Watts, Macleod, &amp; Mathews, 1997<\/a>), basato sul presupposto che la salienza emozionale degli stimoli presenti nell&#8217;ambiente possa influenzare i processi attenzionali: il bias attenzionale viene qui registrato come una difficolt\u00e0 a distogliere l&#8217;attenzione dagli stimoli emozionalmente salienti.<\/p>\n<p>Considerando questa premessa, nello studio di Agovi e colleghi \u00e8 stata applicata una versione modificata del Emotional Stroop Task: gli stimoli target, quindi quelli con &#8220;salienza emotiva&#8221;, sono stati rappresentati da verdure, rispetto a stimoli neutri (oggetti da ufficio).<\/p>\n<p>\u00c8 importante considerare che non tutte le verdure vengono rifiutate: ce ne sono alcune che sono meno accettate, in particolare quando sono caratterizzate da propriet\u00e0 sensoriali critiche come l&#8217;amaro, mentre le verdure dolci tendono a essere pi\u00f9 consumate. Per questo motivo, gli stimoli vegetali sono stati suddivisi in due categorie: appealing (con propriet\u00e0 sensoriali positive, come la dolcezza) and non-appealing (con propriet\u00e0 sensoriali negative, come l&#8217;amarezza e l&#8217;astringenza).<\/p>\n<p>Ai partecipanti \u00e8 stato chiesto di identificare il colore della parola (verdura o nomi di oggetti neutri) che appariva sullo schermo del computer premendo il tasto corrispondente sulla tastiera (si veda l&#8217;esempio nell&#8217;immagine sottostante).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-1649 size-full\" src=\"https:\/\/www.analyticsarts.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/d04eb3_69cc62566f274e2a812da9facd49ccbcmv2.jpg\" alt=\"\" width=\"667\" height=\"447\" srcset=\"https:\/\/www.analyticsarts.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/d04eb3_69cc62566f274e2a812da9facd49ccbcmv2.jpg 667w, https:\/\/www.analyticsarts.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/d04eb3_69cc62566f274e2a812da9facd49ccbcmv2-300x201.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 667px) 100vw, 667px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il test iniziava con una croce di fissazione al centro dello schermo (per 500 ms), che veniva presentata anche tra ogni stimolo. Ogni parola rimaneva visibile per 2000 ms; se il soggetto non rispondeva in tempo, la parola scompariva e non veniva registrata alcuna risposta. Le risposte attenzionali sono state misurate attraverso i tempi di reazione: tempi di reazione pi\u00f9 lunghi (per le verdure o per gli oggetti dell&#8217;ufficio) esprimevano un bias attenzionale pi\u00f9 elevato.<\/p>\n<p>Inoltre, poich\u00e9 la selezione delle verdure utilizzati come stimoli per misurare le risposte attenzionali \u00e8 stata fatta a priori sulla base delle loro propriet\u00e0 sensoriali, il gradimento \u00e8 stato valutato utilizzando una scala di categorie a 9 punti (&#8220;non mi piace per niente&#8221; \/ &#8220;mi piace moltissimo&#8221;) (<a href=\"https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/pii\/S0950329321003116#b0360\">Peryam &amp; Pilgrim, 1957<\/a>), per confermare il raggruppamento a priori. Inoltre, \u00e8 stato utilizzato un questionario Check-all-That-Apply (CATA) per descrivere le propriet\u00e0 sensoriali di ciascun prodotto alimentare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I risultati di questo studio hanno mostrato che gli individui hanno riportato un bias attenzionale verso le verdure: i tempi di reazione ai vegetali sono stati significativamente pi\u00f9 lunghi di quelli in risposta a oggetti neutri. Questi risultati sono coerenti con quelli di <a href=\"https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/pii\/S0950329321003116#b0340\">Nijs et al. (2010)<\/a> e <a href=\"https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/pii\/S0950329321003116#bib511\">Castellanos et al. (2009)<\/a>, che hanno rilevato tempi di reazione pi\u00f9 lunghi per gli stimoli alimentari rispetto agli stimoli neutri in soggetti normopeso e sovrappeso. In questo studio sono state utilizzate solo verdure come stimoli alimentari, mentre nei due studi sopra citati gli stimoli alimentari target erano rappresentati da prodotti alimentari ad alto contenuto calorico (ad esempio, dolci, pasta, kebab, cioccolato, gelato, ecc.) I risultati di questo studio supportano l&#8217;ipotesi che il cibo in s\u00e9, indipendentemente dal contenuto calorico, susciti un bias attenzionale maggiore rispetto agli stimoli non alimentari (neutri).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-1651 size-full\" src=\"https:\/\/www.analyticsarts.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/d04eb3_40432d5acc554d84a033f89def823cf7mv2.jpg\" alt=\"\" width=\"353\" height=\"304\" srcset=\"https:\/\/www.analyticsarts.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/d04eb3_40432d5acc554d84a033f89def823cf7mv2.jpg 353w, https:\/\/www.analyticsarts.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/d04eb3_40432d5acc554d84a033f89def823cf7mv2-300x258.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 353px) 100vw, 353px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p id=\"viewer-8q4au\" class=\"xVISr Y9Dpf bCMSCT OZy-3 _40ACk Ecq9kg bCMSCT public-DraftStyleDefault-block-depth0 fixed-tab-size public-DraftStyleDefault-text-ltr\"><span class=\"B2EFF public-DraftStyleDefault-ltr\">Nella figura sono riportati la media e l&#8217;errore standard dei tempi di reazione (RT) a stimoli neutri (barra bianca) e a stimoli vegetali (barra piena). A,B Le lettere diverse indicano una differenza significativa tra i gruppi (p &lt; 0,05).<\/span><\/p>\n<div data-hook=\"rcv-block20\"><\/div>\n<div id=\"viewer-cuh80\" class=\"xVISr Y9Dpf bCMSCT OZy-3 _40ACk Ecq9kg bCMSCT public-DraftStyleDefault-block-depth0 fixed-tab-size public-DraftStyleDefault-text-ltr\"><span class=\"B2EFF public-DraftStyleDefault-ltr\">\u00a0<\/span><\/div>\n<div data-hook=\"rcv-block21\"><\/div>\n<p id=\"viewer-8i56f\" class=\"xVISr Y9Dpf bCMSCT OZy-3 _40ACk Ecq9kg bCMSCT public-DraftStyleDefault-block-depth0 fixed-tab-size public-DraftStyleDefault-text-ltr\"><span class=\"B2EFF public-DraftStyleDefault-ltr\">Gli autori hanno anche ipotizzato che le verdure caratterizzate da propriet\u00e0 sensoriali innatamente sgradevoli come l'&#8221;amarezza&#8221; e l'&#8221;astringenza&#8221; possano possibilmente suscitare emozioni pi\u00f9 negative, richiedendo quindi una maggiore attenzione nella loro elaborazione. L&#8217;ipotesi \u00e8 stata corroborata dai dati, in quanto il bias attenzionale per le verdure non appetibili era significativamente maggiore di quello riscontrato per le verdure appetibili (prodotti pi\u00f9 graditi). Ci\u00f2 significa che quando la parola presentata indicava una verdura meno gradita, caratterizzata da un gusto meno &#8220;dolce&#8221; e &#8220;delicato&#8221; e pi\u00f9 &#8220;amaro&#8221;, i partecipanti impiegavano pi\u00f9 tempo per identificare il colore della parola. Ci\u00f2 indica che i vegetali caratterizzati da propriet\u00e0 sensoriali unappealing determinano un bias attenzionale maggiore rispetto agli ortaggi connotati da sensazioni pi\u00f9 appealing. La scoperta \u00e8 stata supportata anche dalla forte correlazione inversa tra RT e punteggi di gradimento, che evidenzia ulteriormente come le propriet\u00e0 sensoriali associate a sensazioni meno gradite, come &#8220;amaro&#8221;, &#8220;astringente&#8221; e &#8220;pungente&#8221;, fossero associate a un maggiore bias attenzionale rispetto a sensazioni pi\u00f9 innatamente gradite (come &#8220;dolce&#8221;). Nella figura \u00e8 riportata la regressione a componenti principali (PCR). Tempi di reazione dei soggetti (blu); coordinate del prodotto alimentare (verde) dei dati sui tempi di reazione (RT) (X) e frequenze di utilizzo dei descrittori sensoriali (rosso) dal test CATA (Y).<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-1647 size-full\" src=\"https:\/\/www.analyticsarts.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/d04eb3_1f4a47c7b62b43d5bf2420f194fba1d6mv2.jpg\" alt=\"\" width=\"740\" height=\"527\" srcset=\"https:\/\/www.analyticsarts.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/d04eb3_1f4a47c7b62b43d5bf2420f194fba1d6mv2.jpg 740w, https:\/\/www.analyticsarts.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/d04eb3_1f4a47c7b62b43d5bf2420f194fba1d6mv2-300x214.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 740px) 100vw, 740px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p id=\"viewer-aedod\" class=\"xVISr Y9Dpf bCMSCT OZy-3 _40ACk Ecq9kg bCMSCT public-DraftStyleDefault-block-depth0 fixed-tab-size public-DraftStyleDefault-text-ltr\"><span class=\"B2EFF public-DraftStyleDefault-ltr\">Ci\u00f2 potrebbe riflettere il ritardo nel distogliere l&#8217;attenzione da quei vegetali connotati da sensazioni di allarme (<a class=\"TWoY9 itht3\" href=\"https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/pii\/S0950329321003116#b0165\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" data-hook=\"linkViewer\">Field and Cox, 2008<\/a>, <a class=\"TWoY9 itht3\" href=\"https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/pii\/S0950329321003116#b0385\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" data-hook=\"linkViewer\">Pothos et al., 2009<\/a>).<\/span><\/p>\n<div data-hook=\"rcv-block27\"><\/div>\n<div id=\"viewer-9sr4q\" class=\"xVISr Y9Dpf bCMSCT OZy-3 _40ACk Ecq9kg bCMSCT public-DraftStyleDefault-block-depth0 fixed-tab-size public-DraftStyleDefault-text-ltr\"><span class=\"B2EFF public-DraftStyleDefault-ltr\">\u00a0<\/span><\/div>\n<div data-hook=\"rcv-block28\"><\/div>\n<p id=\"viewer-2mlhi\" class=\"xVISr Y9Dpf bCMSCT OZy-3 _40ACk Ecq9kg bCMSCT public-DraftStyleDefault-block-depth0 fixed-tab-size public-DraftStyleDefault-text-ltr\"><span class=\"B2EFF public-DraftStyleDefault-ltr\">Infine, gli autori hanno concluso che i risultati del presente studio indicano, per la prima volta, che le propriet\u00e0 sensoriali (e il gradimento) e non solo il contenuto calorico o la salubrit\u00e0 di un prodotto alimentare sono in grado di indurre un bias attenzionale. Ci\u00f2 significa che specifiche propriet\u00e0 sensoriali, innatamente avverse come l&#8217;amarezza e l&#8217;astringenza, possono agire come spunto ambientale legato alla preoccupazione e in grado di attirare l&#8217;attenzione.<\/span><\/p>\n<div data-hook=\"rcv-block29\"><\/div>\n<div id=\"viewer-5d4b3\" class=\"xVISr Y9Dpf bCMSCT OZy-3 _40ACk Ecq9kg bCMSCT public-DraftStyleDefault-block-depth0 fixed-tab-size public-DraftStyleDefault-text-ltr\"><span class=\"B2EFF public-DraftStyleDefault-ltr\">\u00a0<\/span><\/div>\n<div data-hook=\"rcv-block30\"><\/div>\n<p id=\"viewer-fhch5\" class=\"xVISr Y9Dpf bCMSCT OZy-3 _40ACk Ecq9kg bCMSCT public-DraftStyleDefault-block-depth0 fixed-tab-size public-DraftStyleDefault-text-ltr\"><span class=\"B2EFF public-DraftStyleDefault-ltr\"><strong>Bibliografia<\/strong><\/span><\/p>\n<p id=\"viewer-4s3ms\" class=\"xVISr Y9Dpf bCMSCT OZy-3 _40ACk Ecq9kg bCMSCT public-DraftStyleDefault-block-depth0 fixed-tab-size public-DraftStyleDefault-text-ltr\"><span class=\"B2EFF public-DraftStyleDefault-ltr\">Albery, I. P., Michalska, M., Moss, A. C., &amp; Spada, M. (2020). Selective attentional bias to food-related stimuli in healthy individuals with characteristics towards orthorexia nervosa. Eating and Weight Disorders, 25(5). <a class=\"TWoY9 itht3\" href=\"https:\/\/doi.org\/10.1007\/s40519-019-00755-z\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" data-hook=\"linkViewer\"><u class=\"D-jZk\">https:\/\/doi.org\/10.1007\/s40519-019-00755-z<\/u><\/a> <\/span><\/p>\n<p id=\"viewer-f8csv\" class=\"xVISr Y9Dpf bCMSCT OZy-3 _40ACk Ecq9kg bCMSCT public-DraftStyleDefault-block-depth0 fixed-tab-size public-DraftStyleDefault-text-ltr\"><span class=\"B2EFF public-DraftStyleDefault-ltr\">Appleton, K. M. K. M., Hemingway, A., Saulais, L., Dinnella, C., Monteleone, E., Depezay, L., Morizet, D., Armando Perez-Cueto, F. J. J., Bevan, A., &amp; Hartwell, H. (2016). Increasing vegetable intakes: rationale and systematic review of published interventions. European Journal of Nutrition, 55(3). <a class=\"TWoY9 itht3\" href=\"https:\/\/doi.org\/10.1007\/s00394-015-1130-8\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" data-hook=\"linkViewer\"><u class=\"D-jZk\">https:\/\/doi.org\/10.1007\/s00394-015-1130-8<\/u><\/a> <\/span><\/p>\n<p id=\"viewer-1kae7\" class=\"xVISr Y9Dpf bCMSCT OZy-3 _40ACk Ecq9kg bCMSCT public-DraftStyleDefault-block-depth0 fixed-tab-size public-DraftStyleDefault-text-ltr\"><span class=\"B2EFF public-DraftStyleDefault-ltr\">Berridge, K. C. (2009). \u201cLiking\u201d and \u201cwanting\u201d food rewards: Brain substrates and roles in eating disorders. Physiology and Behavior, 97(5), 537\u2013550. <a class=\"TWoY9 itht3\" href=\"https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.physbeh.2009.02.044\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" data-hook=\"linkViewer\"><u class=\"D-jZk\">https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.physbeh.2009.02.044<\/u><\/a> <\/span><\/p>\n<p id=\"viewer-2a5lm\" class=\"xVISr Y9Dpf bCMSCT OZy-3 _40ACk Ecq9kg bCMSCT public-DraftStyleDefault-block-depth0 fixed-tab-size public-DraftStyleDefault-text-ltr\"><span class=\"B2EFF public-DraftStyleDefault-ltr\">Castellanos, E. H., Charboneau, E., Dietrich, M. S., Park, S., Bradley, B. P., Mogg, K., &amp; Cowan, R. L. (2009). Obese adults have visual attention bias for food cue images: Evidence for altered reward system function. International Journal of Obesity, 33(9) <a class=\"TWoY9 itht3\" href=\"https:\/\/doi.org\/10.1038\/ijo.2009.138\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" data-hook=\"linkViewer\"><u class=\"D-jZk\">https:\/\/doi.org\/10.1038\/ijo.2009.138<\/u><\/a> <\/span><\/p>\n<div data-hook=\"rcv-block35\"><\/div>\n<p id=\"viewer-fenpu\" class=\"xVISr Y9Dpf bCMSCT OZy-3 _40ACk Ecq9kg bCMSCT public-DraftStyleDefault-block-depth0 fixed-tab-size public-DraftStyleDefault-text-ltr\"><span class=\"B2EFF public-DraftStyleDefault-ltr\">Field, M., &amp; Cox, W. M. (2008). Attentional bias in addictive behaviors: A review of its development, causes, and consequences. In Drug and Alcohol Dependence, 97(1-2). <a class=\"TWoY9 itht3\" href=\"https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.drugalcdep.2008.03.030\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" data-hook=\"linkViewer\"><u class=\"D-jZk\">https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.drugalcdep.2008.03.030<\/u><\/a> <\/span><\/p>\n<p id=\"viewer-1cdm4\" class=\"xVISr Y9Dpf bCMSCT OZy-3 _40ACk Ecq9kg bCMSCT public-DraftStyleDefault-block-depth0 fixed-tab-size public-DraftStyleDefault-text-ltr\"><span class=\"B2EFF public-DraftStyleDefault-ltr\">Field, M., Werthmann, J., Franken, I., Hofmann, W., Hogarth, L., &amp; Roefs, A. (2016). The role of attentional bias in obesity and addiction. In Health psychology\u2009: official journal of the Division of Health Psychology, American Psychological Association 35(8). <a class=\"TWoY9 itht3\" href=\"https:\/\/doi.org\/10.1037\/hea0000405\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" data-hook=\"linkViewer\"><u class=\"D-jZk\">https:\/\/doi.org\/10.1037\/hea0000405<\/u><\/a> <\/span><\/p>\n<p id=\"viewer-32ms0\" class=\"xVISr Y9Dpf bCMSCT OZy-3 _40ACk Ecq9kg bCMSCT public-DraftStyleDefault-block-depth0 fixed-tab-size public-DraftStyleDefault-text-ltr\"><span class=\"B2EFF public-DraftStyleDefault-ltr\">Hagan, K. E., Alasmar, A., Exum, A., Chinn, B., &amp; Forbush, K. T. (2020). A systematic review and meta-analysis of attentional bias toward food in individuals with overweight and obesity. In Appetite, 151. <a class=\"TWoY9 itht3\" href=\"https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.appet.2020.104710\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" data-hook=\"linkViewer\"><u class=\"D-jZk\">https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.appet.2020.104710<\/u><\/a> <\/span><\/p>\n<p id=\"viewer-a8t91\" class=\"xVISr Y9Dpf bCMSCT OZy-3 _40ACk Ecq9kg bCMSCT public-DraftStyleDefault-block-depth0 fixed-tab-size public-DraftStyleDefault-text-ltr\"><span class=\"B2EFF public-DraftStyleDefault-ltr\">Hardman, C. A., Jones, A., Burton, S., Duckworth, J. J., McGale, L. S., Mead, B. R., Roberts, C. A., Field, M., &amp; Werthmann, J. (2021). Food-related attentional bias and its associations with appetitive motivation and body weight: A systematic review and meta-analysis. In Appetite, 157. <a class=\"TWoY9 itht3\" href=\"https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.appet.2020.104986\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" data-hook=\"linkViewer\"><u class=\"D-jZk\">https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.appet.2020.104986<\/u><\/a> <\/span><\/p>\n<p id=\"viewer-4std2\" class=\"xVISr Y9Dpf bCMSCT OZy-3 _40ACk Ecq9kg bCMSCT public-DraftStyleDefault-block-depth0 fixed-tab-size public-DraftStyleDefault-text-ltr\"><span class=\"B2EFF public-DraftStyleDefault-ltr\">Johansson, L., Ghaderi, A., &amp; Andersson, G. (2005). Stroop interference for food- and body-related words: A meta-analysis. Eating Behaviors, 6(3). <a class=\"TWoY9 itht3\" href=\"https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.eatbeh.2004.11.001\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" data-hook=\"linkViewer\"><u class=\"D-jZk\">https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.eatbeh.2004.11.001<\/u><\/a> <\/span><\/p>\n<p id=\"viewer-8vv8h\" class=\"xVISr Y9Dpf bCMSCT OZy-3 _40ACk Ecq9kg bCMSCT public-DraftStyleDefault-block-depth0 fixed-tab-size public-DraftStyleDefault-text-ltr\"><span class=\"B2EFF public-DraftStyleDefault-ltr\">Nijs, I. M. T., Franken, I. H. A., &amp; Muris, P. (2010). Food-related Stroop interference in obese and normal-weight individuals: Behavioral and electrophysiological indices. Eating Behaviors, 11(4). <a class=\"TWoY9 itht3\" href=\"https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.eatbeh.2010.07.00\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" data-hook=\"linkViewer\"><u class=\"D-jZk\">https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.eatbeh.2010.07.00<\/u><\/a> <\/span><\/p>\n<p id=\"viewer-6nftl\" class=\"xVISr Y9Dpf bCMSCT OZy-3 _40ACk Ecq9kg bCMSCT public-DraftStyleDefault-block-depth0 fixed-tab-size public-DraftStyleDefault-text-ltr\"><span class=\"B2EFF public-DraftStyleDefault-ltr\">Peryam, D. R., &amp; Pilgrim, F. J. (1957). Hedonic scale method of measuring food preferences. In Food Technology.<\/span><\/p>\n<p id=\"viewer-f62m1\" class=\"xVISr Y9Dpf bCMSCT OZy-3 _40ACk Ecq9kg bCMSCT public-DraftStyleDefault-block-depth0 fixed-tab-size public-DraftStyleDefault-text-ltr\"><span class=\"B2EFF public-DraftStyleDefault-ltr\">Pothos, E. M., Calitri, R., Tapper, K., Brunstrom, J. M., &amp; Rogers, P. J. (2009). Comparing measures of cognitive bias relating to eating behaviour. Applied Cognitive Psychology, 23(7). <a class=\"TWoY9 itht3\" href=\"https:\/\/doi.org\/10.1002\/acp.1506\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" data-hook=\"linkViewer\"><u class=\"D-jZk\">https:\/\/doi.org\/10.1002\/acp.1506<\/u><\/a> <\/span><\/p>\n<p id=\"viewer-4c0jr\" class=\"xVISr Y9Dpf bCMSCT OZy-3 _40ACk Ecq9kg bCMSCT public-DraftStyleDefault-block-depth0 fixed-tab-size public-DraftStyleDefault-text-ltr\"><span class=\"B2EFF public-DraftStyleDefault-ltr\">Werthmann, J., Jansen, A., &amp; Roefs, A. (2015). Worry or craving? A selective review of evidence for food-related attention biases in obese individuals, eating-disorder patients, restrained eaters and healthy samples. Proceedings of the Nutrition Society, 74(2). <a class=\"TWoY9 itht3\" href=\"https:\/\/doi.org\/10.1017\/S0029665114001451\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" data-hook=\"linkViewer\"><u class=\"D-jZk\">https:\/\/doi.org\/10.1017\/S0029665114001451<\/u><\/a> <\/span><\/p>\n<p id=\"viewer-c0lj2\" class=\"xVISr Y9Dpf bCMSCT OZy-3 _40ACk Ecq9kg bCMSCT public-DraftStyleDefault-block-depth0 fixed-tab-size public-DraftStyleDefault-text-ltr\"><span class=\"B2EFF public-DraftStyleDefault-ltr\">Williams, J., Watts, F., Macleod, C., &amp; Mathews, A. (1997). Cognitive Psychology and Emotional Disorders Second Edition. In Wiley<\/span><\/p>\n[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][mk_padding_divider][\/vc_column][\/vc_row]\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-5829 \" src=\"https:\/\/www.analyticsarts.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/herdis-300x300.jpg\" style=\"max-width:50px; height:auto; border-radius:50%;\"><\/p>\n<p>Herdis Agovi<\/p>\n<p>L&#8217;importanza e i benefici per la salute derivanti da un elevato consumo di alimenti di origine vegetale sono ben noti. 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